Crisi di coppia e opportunità

 

Quando una nuova storia d’amore inizia, si tende a viverla con un grande coinvolgimento, con un senso di certezza, entusiasmo e affidabilità, come se tutto quell’amore bastasse di per sé a rendere eterno e indissolubile quel legame speciale che si ha con l’altro. Ma le storie d’amore, come le persone, sono dei processi in movimento, evolvono nel tempo ed è salutare che evolvano verso qualcosa di diverso, in una continuità che permetta però alla coppia di mantenere un’identità specifica ma anche di crescere in un modo unico e speciale.

 

Nel percorso che una coppia sceglie di intraprendere sono molte le sorprese, i momenti belli e indimenticabili, quelli difficili e talvolta insuperabili. Tra questi può esserci l’esperienza del tradimento, che può essere una vera e propria esperienza esplosiva e distruttiva, se la coppia sceglie di interpretare questo evento come una rottura insanabile, oppure può rappresentare la dolorosa e difficile opportunità di mettere di nuovo tutto in discussione in favore della costruzione di un nuovo modo di stare insieme.

 

Se si fanno delle ricerche sul tema del tradimento si troverà tantissimo materiale informativo e bibliografico; nell’apprestarmi a scrivere questo contributo ho avuto l’impressione che “tutto” fosse già stato scritto: dai suggerimenti su come affrontare, superare o perdonare un tradimento alla poesia e all’arte in generale, che molto possono rispetto all’elaborazione di questo dolore.

 

Allora, alla luce di questo e della mia esperienza clinica, mi sono chiesta in che modo poter offrire uno spunto di riflessione che fosse più utile di un generico “decalogo” di cui la rete è già satura.

 

Mi è quindi venuta in mente la frase dello psicologo costruttivista Trevor Butt: “La psicoterapia deve cominciare non fornendo risposte, ma generando domande migliori”; un problema è tale già dal modo in cui viene formulato e dalle domande che ci facciamo per conoscerne gli elementi. Da questo punto di vista, una coppia che stia attraversando l’esperienza del tradimento quasi sempre si confronta con le domande dei “Perché”: Perché è accaduto? Perché proprio a me? Perché in questo momento? Perché non ho fatto qualcosa prima che accadesse? Perché mi ha fatto questo?

 

I perché sono importanti, soprattutto inizialmente, per fronteggiare la situazione. I perché ci danno una spiegazione, ci permettono di farci un’idea di come sono andate le cose e di delineare una teoria dei fatti e delle possibili soluzioni. I perché ci aiutano a dare senso a un dolore che, se attraversato nel buio, in assenza di spiegazioni plausibili ai nostri occhi, sarebbe probabilmente inaffrontabile.

 

I perché da soli, però, non bastano. I perché a volte diventano gabbie in cui ci imprigioniamo alla ricerca di una via d’uscita. Allora, in questo breve scritto, ciò che voglio offrire sono domande diverse, che possono contribuire a costruire un varco e aprire una porta in questa gabbia di dolore che riguarda entrambi, che riguarda la coppia; domande che vadano al di là del poco utile cliché del tradito e del traditore.

 

Ecco 5 domande importanti per elaborare un tradimento, sia se si è tradito, sia se si è stati traditi:

 

Come mi sento in relazione al fatto di aver tradito/essere stato tradito?
Questa domanda apre la porta dei nostri sentimenti, legittimi e dolorosi insieme, verso la comprensione di cosa mi faccia star male e di quali aspetti di me siano stati maggiormente colpiti.

 

Quali sono i vincoli che, per il nostro modo di intendere la coppia, ci possono impedire di superare questa esperienza?
Questa domanda apre la porta sui limiti che, come coppia e come persone all’interno di questa coppia, abbiamo; potremmo così vedere quali siano le difficoltà da affrontare per elaborare quest’esperienza e trarne qualcosa di personalmente utile.

 

Quali sono le possibilità che questo tradimento può offrirci?
Sembra una domanda impensabile, ma se una coppia sta attraversando questa esperienza, come ogni altra esperienza, in essa ravvisava delle possibilità e aprire la porta su di esse potrebbe permettere alla coppia di riappropriarsi attivamente di ciò che sta accadendo, uscendo da una visione vittimistica d’impotenza, e di fare scelte più consapevoli sulla direzione che si vuole intraprendere in futuro, come coppia diversa da prima e/o come individui separati ma più consapevoli e sicuri di sé.

 

In che modo ho contribuito affinché questo avvenisse?
Altra domanda impensabile. Spesso assumersi la responsabilità di ciò che ci accade è veramente doloroso, ma questa domanda apre la porta alla legittimazione e al riconoscimento di sé.

 

Quanto di me sono disposto a mettere in discussione alla luce di questa esperienza?
Questa domanda apre la porta delle soluzioni, delle vie d’uscita dal dolore.

In conclusione, queste domande da sole non potranno certo aiutarci a superare un tradimento, né a evitarlo, sono però importanti laddove si voglia davvero provare a comprendere cosa ci sia accaduto, in che modo affrontarlo e condividerlo per superarlo, quale direzione dare alla nostra storia. Le domande aprono molte porte e ci aiutano a riscrivere un finale alla nostra storia, che altrimenti potrebbe essere scontato.

 

Dott.ssa Monia Giannecchini Psicologa – Psicoterapeuta